Ci sono programmatori che, per un verso o per un altro, sono destinati a restare indelebilmente impressi nell'immaginario collettivo dei videogiocatori grazie alle loro creazioni. Senza voler scomodare mostri sacri del calibro di Miyamoto e Kojima, in questa nostra breve disamina porteremo alla luce l'operato di un simpatico ragazzotto inglese che, nell'oramai lontano 1988, fondò in quel di Edimburgo la DMA Design, software house sviluppatrice di giochi per personal computer ed Amiga.
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