Lo sviluppo di Army of Two è stato piuttosto travagliato. Le modificazioni applicate al codice hanno intercalato il loro corso con diversi cambiamenti interessanti anche la meccanica di gioco, fomentando così le rimostranze di appassionati e stampa, Everyeye compreso. L'incontro col titolo di EA Montreal in quel di Lipsia non ci aveva purtroppo rincuorato, rincarando anzi la convinzione che i continui ripensamenti discendessero da una concreta cedevolezza del concept originale. Con tali premesse, la notizia dello slittamento della data di uscita non aveva destato particolare scalpore.
Ma il tempo, com'è noto, cura tutte le ferite. Anche quelle cagionate da scelte di design opinabili o perlomeno affrettate. Provato infatti lo scorso lunedì nella sede milanese di EA, Army of Two pare rinato a diversa vita, aggraziato da un gameplay furioso e appagante che pur prestando orecchio alle soluzioni risuonanti in altri esponenti del genere (Gears of War, The Club, il multiplayer di Chaos Theory), non cela una propria identità . E una palpabile voglia di emergere dal mare sempre in tumulto delle nuove PI.
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